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DEVO RISTRUTTURARE CASA: COSA DEVO FARE? PDF  | Stampa |  E-mail
DEVO RISTRUTTURARE CASA: COSA DEVO FARE?

Ristrutturare casa - MilanoLa prima cosa da fare quando si decide di effettuare una ristrutturazione edilizia importante della propria abitazione è quella di rivolgersi ad un tecnico abilitato. Molte volte non è così scontato spostare una parete, ad. es, (può risultare portante, possono passare gli impianti, possono venir meno i rapporti areo-illuminanti…), tempistiche burocratiche che a volte si danno per contate (o vengono sottostimate), rispettare le normative in materia di impianti, verificare i requisiti e i preventivi delle imprese… oppure, semplicemente, tante altre volte possono semplicemente dei consigli o indicazioni su interventi (progettuali o burocratici) che non erano stati presi in considerazione (ad esempio le detrazioni fiscali 50% e 65%).



Nel caso specifico in cui si deve ristrutturare un semplice appartamento (o una casa/villetta singola), occorre:

partire dall’analisi delle opere da realizzare e individuazione del budget a disposizione individuare gli interventi detraibili tramite, EcoBonus, Bonus Casa, Bonus Mobili valutare attentamente possibili interventi di risparmio energetico che possono alleggerire le future bollette definita il tipo di ristrutturazione da effettuare si definiscono i percorsi burocratici (pratiche in comune, ASL, analisi statiche…) che operativi della ristrutturazione stessa (comunicazioni al condominio, area di cantiere…)

Ristrutturazione Edilizia MilanoLa prima parte di una ristrutturazione di una casa riguarda l’aspetto amministrativo della stessa poiché le opere andranno “denunciate” prima del loro inizio all’ufficio tecnico del Comune di appartenenza che ne effettuerà le dovute verifiche e in alcuni casi si pronuncerà con dei pareri riguardanti la fattibilità o meno dell’opera o delle possibili varianti da sostenere per accedere al nulla-osta del Comune stesso. Queste procedure possono variare da comune a comune e in base alla tipologia di intervento.

Dopo le opportune verifiche il Comune darà il parere a procedere (o richiesta di documentazione integrativa) per alcuni tipi di interventi, mentre per altri il Comune si limiterà soltanto ad una azione di controllo con parere immediato riguardante l’inizio dell’opera stessa. DEVO RISTRUTTURARE CASA, CHE PRATICA COMUNALE OCCORRE PREDISPORRE? Per opere di ristrutturazione edilizia nei prefabbricati esistenti vanno distinte opere da effettuarsi all’esterno del fabbricato (spostamento finestre, modifiche di sagoma, variazioni del prospetto…) dalle opere limitate all’interno del fabbricato (ristrutturazione interna). Gli interventi possibili sono: Progettazione per Ristrutturazione - MilanoComunicazione di inizio Attività Libera: in questo caso le opere possono iniziare contestualmente alla presentazione del suddetto modulo in comune e non prevede pratiche di inizio o fine lavori. Limitatamente al comune di Milano è prevista anche un C.I.A.L in SANATORIA ovvero per opere già eseguite entro la fine di giugno 2010 ed appartenenti sempre alla stessa categoria sopra elencata, in questo caso è prevista una sanzione di € 258,00, pari alla metà della sanzione massima (526). Permesso di Costruire (P.d.C.) è una autorizzazione prevista dalla legge italiana che autorizza attività di trasformazione edilizia nel rispetto dei limiti delle norme vigenti. Viene presentato al comune di competenza per nuove costruzioni o interventi di ristrutturazione edilizia di un certo rilievo (aumento di volumetria, variazione della sagoma, recupero sottotetti ai fini abitativi, interventi strutturali…). I tempi di attesa per ottenere l’autorizzazione variano tra i 4 e i 6 mesi ed è previsto un modulo di inizio lavori e uno di fine fine lavori (corredato con la variazione catastale). Permesso di Costruire in Sanatoria (analogamente alla CIAL in SANATORIA è una autorizzazione che viene data alle opere già eseguite e che possono essere sanate) i tempi sono piu o meno analoghi al P.d.C. Segnalazione Certificata d’Inizio Attività (S.C.I.A.) per alcuni interventi previsti al P.d.C. (ad eccezione degli interventi strutturali e degli interventi in zone vincolate) si può inoltrare al Comune di Milano una Segnalazione Certificata di Inizio Attività – SCIA, dove è il tecnico predisposto che certifica la fattibilità delle opere. Per una panoramica sull’iter delle attività burocratiche, clicca qui.
 
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RISTRUTTURA

Noi professionisti e le imprese edili, sempre più siamo alla ricerca di potenziali clienti. Oggi il web può aiutarci sempre di più grazie a portali come http://ristruttura.com/ dove i potenziali clienti richiedono gratuitamente preventivi per la ristrutturazione della loro casa in modo semplice e veloce, ma soprautto gratuitamente.http://ristruttura.com/ coinvolge quindi tanti professionisti e imprese edili suddivisi per zone di riferimento e di lavoro a secondo della Regione geografica in cui praticano l'attività.




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King's Cross Station Western Concourse - John McAslan + Partners Fonte: http://www.archinfo.it/king-s-cross-station-western-concourse-john-mcaslan-partners/0,1254,53_ART_9708,00.html PDF  | Stampa |  E-mail
King's Cross Station Western Concourse - John McAslan + Partners
www.archinfo.it

Il nuovo atrio della stazione di King’s Cross risponde a esigenze funzionali con un’architettura erede delle grandi coperture metalliche vittoriane.







16 Dicembre 2013 L'invenzione della ferrovia nel 19° secolo ha trasformato profondamente l'Inghilterra vittoriana, lasciando uno straordinario patrimonio di infrastrutture e di stazioni che celebravano il rito del viaggio. L'epopea ferroviaria è rappresentata plasticamente dalle opere di grandi ingegneri come Isambard Brunel e Lewis Cubitt, progettista di King's Cross. Questa stazione, come l'adiacente St. Pancras, si trova ai margini del nucleo centrale di Londra. La condizione di relativa marginalità, insieme a una scarsa manutenzione delle strutture, ha contribuito, nel tempo, a rendere l'area di King's Cross - St. Pancras una delle più degradate di tutta l'area londinese. Oggi le due stazioni si trovano al centro di un vasto progetto di rigenerazione urbana da 2 miliardi di sterline, che porterà nei vecchi scali ferroviari un mix di uffici, abitazioni e università. La stazione di King's Cross, aperta nel 1852, serve le linee verso l'Inghilterra centrale e la Scozia e negli anni Duemila era diventata decisamente sottodimensionata per i 40 milioni di passeggeri annui. I progettisti di John McAslan + Partners e Arup avevano il compito di preparare King's Cross per i 55 milioni di utenti previsti tra pochi anni, ristrutturando al tempo stesso la stazione esistente, protetta (Grade I) e costituita da due edifici per le funzioni ferroviarie adiacenti a una copertura metallica voltata. Oltre a una complessa operazione di recupero e restauro della fabbrica vittoriana, il progetto doveva ampliare i servizi per i viaggiatori, che, nel corso degli anni Settanta, erano stati spostati dall'edificio occidentale (Western Range Building) a un atrio temporaneo di 2.500 m2 costruito proprio di fronte alla facciata principale della stazione. Il nuovo atrio (Western Concourse) si colloca sul lato occidentale della stazione, in una posizione baricentrica tale da smistare i flussi di passeggeri non solo verso i treni di King's Cross, ma anche verso la stazione di St. Pancras, il nuovo ampio accesso sotterraneo per la metropolitana e il nuovo quartiere a nord. La scelta di una copertura a guscio, di grande luce e di pianta semicircolare, emerge già dalle prime ipotesi progettuali. Se, da un lato, la forma facilita i flussi degli utenti nelle diverse direzioni, la sezione a S (doppia curvatura) determina una superficie di grande rigidezza intrinseca, che porta i carichi sul perimetro uno spessore strutturale piuttosto ridotto. La vasta copertura, che con 120 metri di raggio e 20 di altezza è la più grande struttura coperta a singola campata d'Europa, è supportata solo da un pilastro a imbuto in prossimità del Western Range Building e da una serie di pilastri perimetrali collocati in posizioni compatibili con l'atrio interrato della metropolitana. Dal momento che la forma della copertura è semicircolare, lungo la facciata della stazione esistente è stato necessario introdurre un elemento reticolare di grande rigidezza flessionale che ovviasse all'asimmetria della struttura. La chiusura su questo lato è interamente vetrata, così da consentire la vista della facciata originale in mattoni, mentre l'imbuto di supporto centrale, i cui elementi proseguono fluidamente quelli di copertura, costituisce un fulcro visivo dell'intero atrio, rendendo intuitivo l'orientamento dei viaggiatori verso i servizi di stazione collocati nel Western Range Building. All'interno dell'atrio si trova, infine, un corpo a due piani completamente autonomo che alloggia negozi e ristoranti, ormai comuni in tutte le stazioni europee. L'intervento di riqualificazione della stazione di King's Cross si è concluso nel settembre 2013 con l'inaugurazione della piazza antistante la facciata principale che, grazie alla rimozione dell'atrio temporaneo, finalmente si mostra alla città così come Cubitt aveva concepito nel XIX secolo.
 
Come valorizzare Piazza Sant'Ambrogio PDF  | Stampa |  E-mail
Come valorizzare Piazza Sant'Ambrogio

iscrizioni entro il 23.12.12 | consegna entro il 22.01.14
Il Comune di Vanzaghello (Mi) lancia un concorso di idee per giovani progettisti per la riqualificazione e valorizzazione della Piazza Sant'Ambrogio.





Obiettivo generale del concorso di idee è la valorizzazione della identità della Piazza Sant'Ambrogio e degli immediati dintorni mediante una serie di interventi alla scala piccola mirati per lo più sul verde urbano in grado di generare una nuova riconoscibilità degli spazi, incrementandone la fruibilità, valorizzandone gli edifici significativi, qualificandone gli spazi aperti e potenziando il ruolo del commercio. La partecipazione al concorso è aperta a ingegneri e architetti iscritti ai rispettivi Albi professionali, che alla data di pubblicazione del presente avviso non abbiano ancora compiuto i 40 anni.

Premi
- 1° premio € 3.000,00
- 2° premio € 1.000,00
- 3° premio € 1.000,00


scarica il bando sul sito : www.comune.vanzaghello.mi.it
 
Seminario Azioni locali per obiettivi globali: investire nel risparmio PDF  | Stampa |  E-mail
Seminario Azioni locali per obiettivi globali: investire nel risparmio


Nell’ambito delle attività del Progetto Factor20, co-finanziato dal Programma comunitario LIFE+ e dal Ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia e Finlombarda S.p.A hanno organizzato il giorno 28 ottobre a Milano un seminario intitolato “Azioni locali per obiettivi globali: investire nel risparmio".

Tema centrale del seminario è stato il risparmio energetico in Edilizia, quale ambito di sperimentazione chiave che ha interessato in modo trasversale tutte e tre le Regioni partner di progetto, coinvolgendo diverse amministrazioni comunali nei rispettivi territori.

La sessione della mattina è stata dedicata a “La pianificazione energetica nel settore civile: l’esperienza del progetto Factor20”. La fotografia del patrimonio edilizio lombardo, fornita dal sistema dei catasti, gli obiettivi al 2020, delineati dal decreto Burden Sharing e dalle Direttive europee, e il nuovo PEAR rappresentano il contesto su cui possono svilupparsi gli strumenti a supporto degli enti locali presentati dai relatori: Sirena Factor20 (Regione Lombardia-Finlombarda), il progetto Elena (Provincia di Milano), i PAES (Provincia di Bergamo) e alcuni bandi promossi dalla Fondazione Cariplo per promuovere la sostenibilità energetica a livello locale.

“Gli strumenti a disposizione degli Enti Locali per l’implementazione delle azioni nel settore residenziale” sono stati l’oggetto della sessione pomeridiana, in cui sono state illustrate le esperienze di successo di alcuni Comuni lombardi e di altri progetti europei. La valutazione degli impatti connessi alla realizzazione di interventi di riqualificazione sugli edifici pubblici, la definizione di un contratto tipo con garanzia di risultato e lo sviluppo di uno strumento di supporto alle decisioni finalizzato a verificare gli effetti dell’introduzione nei regolamenti edilizi di prescrizioni più stringenti rispetto alla normativa, sono alcune delle opportunità offerte dal progetto Factor20 e illustrate da Finlombarda in apertura del pomeriggio. A seguire le amministrazioni coinvolte nel progetto (Comune di Cucciago e Comune di Lodi) hanno potuto contestualizzare la loro esperienza di successo come enti sperimentatori nell’ambito delle proprie iniziative di sostenibilità sviluppate a seguito dell’adesione al Patto dei sindaci e della predisposizione del PAES.

In chiusura, grazie all’esperienza dei progetti europei sono stati toccati altri temi di forte interesse: il mondo delle ESCO e la diffusione dei contratti EPC (Politecnico di Milano – CombinES), le opportunità e le barriere esistenti nella riqualificazione energetica nel settore del social housing (Finabita, Power House nearly zero energy Challenge) e lo sviluppo di distretti energetici per la gestione intelligente della domanda e offerta (D’Appolonia, E-HUB).

Al convegno hanno partecipato 190 persone in rappresentanza di Enti Locali, Liberi professionisiti e Società di professionisti, Imprese, Università e Centri di RIcerca e altri soggetti, tutti direttamente interessati al tema del risparmio energetico.
 
Camping Marina di Venezia: le case a patio disegnate da Matteo Thun PDF  | Stampa |  E-mail

Camping Marina di Venezia: le case a patio disegnate da Matteo Thun




Matteo Thun & Partners ha firmato il masterplan per 6.400 m2 del Camping Marina di Venezia, situato al di là della Laguna dell'omonima città. Un gruppo di 32 case a patio - le cosiddette "Garden Villa" - offre un'interpretazione contemporanea dei bungalow da campeggio.




Il progetto nasce in coerenza con il genius loci: la presenza di un numero considerevole di pini marittimi e il desiderio di salvarne il maggior numero possibile ha determinato sia la disposizione che la pianta delle villette, dando vita ad un progetto di architettura botanica.




Due volumi contrapposti, un cortile interno con terrazzo, un prato e i preesistenti pini marittimi compongono ogni "Garden Villa". Il verde e il terrazzo, attrezzato con doccia, diventano parti integranti dello spazio abitativo e garantiscono uno stretto contatto con la natura.



Due camera da letto e un bagno sono situati da un lato del giardino. Sul lato opposto, l'area living include la cucina abitabile e un angolo TV oltre che un bagno. La tettoia del terrazzo collega i due spazi abitativi, proteggendo l'ospite dal sole e dalla pioggia.



Grazie alle grandi finestre dotate di doppi vetri, gli interni si fondono con l'esterno. Questa sensazione è rafforzata dalla continuità dei pavimenti interni ed esterni realizzati di pietra naturale.



Gli edifici sono costruiti con blocchi in legno-cemento, un materiale eco-sostenibile che offre al contempo un buon isolamento termico e acustico. Con il sole e il vento, il rivestimento esterno in legno di larice cambia gradualmente aspetto e dà un volto sempre più personale e caratteristico alle villette.
Matteo Thun & Partners
Fondato a Milano nel 2001, lo studio internazionale Matteo Thun & Partners sviluppa, sotto la guida dei partner Matteo Thun, Herbert Rathmaier, Luca Colombo e Antonio Rodriguez progetti di product design e architettura, dalla piccola alla grande scala. Lo studio è composto da un team di circa 50 professionisti, tra architetti, interior designer, product designer e grafici.
Il lavoro dello studio si concentra sulla sostenibilità e sull'attenzione allo spirito del luogo: il genius loci. L'attenzione è verso un'architettura durevole, in cui il rispetto per la tradizione si combina con la ricerca di nuove soluzioni tecnologiche. Secondo la filosofia dello studio, l'architettura impone la ricerca di un vero e proprio dialogo dell'edificio con il paesaggio culturale, ne nasce un'architettura definita "botanica".
 
Un centro per la gastronomia a Bruxelles PDF  | Stampa |  E-mail

AVRANNO VISTO IL SUCCESSO TELEVISIVO E L'INTERESSE INTERNAZIONALE ED ECCO IL CONCORSO CONCLUSOSI PER LA REALIZZAZIONE DI UN CENTRO PER LA GASTRONOMIA A BRUXELLES




Progettare un Centro internazionale della gastronomia a Bruxelles dove far incontrare esperienze e conoscenze degli chef di tutto il mondo. Arquideas ha proposto agli studenti - di qualsiasi nazionalità - di ideare un centro per la ricerca e la formazione gastronomica: l'International Gastronomic Center (IGC). I lavori del concorso internazionale di idee si sono conclusi e sono stati assegnati i premi e le menzioni speciali, al primo posto Viktor Nilsson e Pierre Maccario del KHT Royal Institute of Technology (Svezia).

Nel Centro gli chef sono protagonisti un'esperienza intensa: possono sostarvi da uno a tre mesi e vivere al suo interno, sperimentando uno scambio di conoscenze come punto di partenza per la creazione di una vera e propria fabbrica di nuove idee. Gli spazi allora devono essere adatti alla formazione, alla ricerca gastronomica e allo stesso tempo favorire la creatività ed il libero scambio di esperienze. Importante anche la relazione con la città: obiettivo del Centro è anche donarle una fervida attività culinaria. Per questo tra gli spazi in dotazione bisognava prevedere: luoghi aperti al pubblico, adatti ad ospitare corsi, conferenze ed altre attività, tutti finalizzati ad integrare totalmente il nuovo Centro nella vita urbana di Bruxelles.

I lavori si sono conclusi pochi giorni fa con la proclamazione dei vincitori. A decidere i migliori progetti tra i 15 finalisti, una giuria internazionale, formata da Ferran Adrià, chef e proprietario di El Bulli; Martxel Arocena, curatore delle attività del Basque Culinary Center e Jaime Noain, direttore per lo sviluppo aziendale di 11870.com, che sostituivano Joxe Mari Aizega e José María de Churtichaga, rispettivamente direttore generale del Basque Culinary Center e architetto e decano del IE School of Architecture and Design. Inoltre: Jon Muniategiandikoetxea, architetto e membro del VAUMM; Edgar González caporedattore del blog edgargonzalez.com e professore della UEM; Javier Ureña Carazo, vincitore del concorso Landscape, Architecture & Wine.



I vincitori

PRIMO PREMIO
Viktor Nilsson e Pierre Maccario

KHT Royal Institute of Technology, Svezia






Il progetto inteso come icona urbana, risponde certamente alla funziona alla quale è destinato. Al suo interno, il tragitto, concepito come esperienza gastronomica, diventa generatore di nuove proposte, di differenti modalità di uso degli spazi e di nuove funzioni. La giuria ha premiato la chiarezza dell'idea e la relazione del progetto con lo spazio pubblico della piazza, che ne è uscito valorizzato e arricchito di nuove possibilità di relazione tra le persone.

SECONDO PREMIO
Enrique Alonso, Blanco Patricia Ocaña Alcober, Paula Peña Toril

Universidad Politécnica de Madrid, Spagna




La giuria ha riscontrato una corretta integrazione del progetto nella trama urbana. La proposta, prestando attenzione alla tradizione, non rinuncia a un'immagine contemporanea che segna lo spazio pubblico. La giuria ha apprezzato la concezione del progetto, inteso coma una somma di unità che genera un tutto. Un'idea da cui nascono interessanti spazi intermedi di relazione e che risolve correttamente la connessione tra le parti.

TERZO PREMIO
Margaux Leycuras, Adrien Girard

École Nationale Supérieure d' Architecture de Nantes, Francia




La giuria ha apprezzato la proposta: la generazione dell'idea progettuale parte dall'esterno, dove viene immaginata una facciata mutevole che mostra al pubblico la materia prima, base della cucina. La "pelle" dell'edificio si esibisce agli spettatori che la guardano dall'esterno, viene così invertita la concezione tradizionale del mondo culinario. Un'idea potente che genera una relazione immediata con lo spazio pubblico e la città.

La galleria di immagini dei progetti vincitori e menzionati su: www.arquideas.net
 
Premio Rivolta 2013 PDF  | Stampa |  E-mail

Sono 20 i progetti ammessi alla seconda fase


Milano, 4 Luglio 2013



Paolo Mazzoleni, Consigliere dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano, dà il benvenuto alla giuria, ai membri effettivi Sasha Zander (Germania), Stefano Guidarini (Italia), Giordana Ferri (Italia), Alessandro Maggioni (Italia), Bart Lootsma (Olanda), e ai membri supplenti Orsina Simona Pierini (Italia) e Camillo Magni (Italia).

La giuria inizia i lavori passando in rassegna velocemente tutti i ptogetti, al fine di creare una rosa. L'analisi dei progetti si sofferma principalmente sulle planimetrie, la distribuzione e la qualità degli alloggi. Il costo di costruzione al metro quadro è un altro elemento preso in considerazione. Dopo un primo giro di tavolo, la giuria, con voto unanime decide di esaminare in maggior dettagli 4 progetti lasciati in stamnd by.

A seguito di un costruttivo dibattito su tipologie, spazi pubblici e tecnologie costruttive la giuria decide di ammettere alla seconda fase 20 dei 44 progetti segnalati i seguenti 20 progetti:

1 – SPAGNA- ZON-E – SOCIAL HOUSING FOR MINE-WORKERS, DEGAÑA
3 – ITALIA- STUDIO STUDIO ARCHITETTI URBANISTI – LOW-COST HOUSING FOR YOUNG PEOPLE, PRATO
6 – AUSTRIA- NMPB-ARCHITEKTEN ZT GMBH – HOUSING COMPLEX WILHELM KASERNE, WIEN
7 – SPAGNA- ALBEROLA MARTORELL ARQUITECTOS – 222 SOCIAL HOUSING, MADRID
8 – ITALIA- STUDIO NOMOS – VERSO CASA, BERGAMO
12 – SPAGNA- BARCELÒ BALANZÓ ARQUITECTES – BUILDING OF 48 PUBLIC APARTMENTS AND PARKING IN TORRELLES
14 – FRANCIA -FRES ARCHITECTES – 23 DWELLINGS IN BÉTHUNE
15 – ITALIA- CDM ARCHITETTI ASSOCIATI – RESIDENTIAL BLOCK (CASACLIMA) IN “CASANOVA” EA2, BOLZANO
17 – ITALIA- C+S ARCHITECTS – ULH. URBAN LAKE HOUSING, PORDENONE
19 – OLANDA- ATELIER KEMPE THILL – HIPHOUSE IN ZWOLLE
21 – OLANDA- ANA ARCHITECTS – Masira, Amsterdam
23 – SPAGNA- RIPOLLTIZON – Social housing in Sa Pobla, Mallorca
26 – ITALIA- NUNZIO GABRIELE SCIVERES con MG GRASSO CANNIZZO – A2M Social housing, Marina di Ragusa
30 – SPAGNA- FLEXOARQUITECTURA – 58 social housing Les Corts, Barcelona
35 – SPAGNA- TAC, TALLER DE ARQUITECTOS COLABORADORES – 36 Industrialized social housing, Torelló 36 – ITALIA- G.CASTIGLIONI, R.BAGGIO, G.FRIGO – Casa per lavoratori immigrati “Come Ca’ tua”, San Martino Buon Albergo
39 – ITALIA- ABDA ARCHITETTI BOTTICINI DE APPOLONIA ASSOCIATI – Edificio residenziale R3, Assago
42 – IRLANDA- FKL ARCHITECTS – Social housing, Ballymun
43 – SPAGNA- MGM MORALES DE GILES ARQUITECTOS – 140 social housing in Monte Hacho
44 – SPAGNA- AYBAR MATEOS ARQUITECTOS – Social Housing, Alcala De Henares
 
Il recupero dell'ex Stazione delle corriere a Cittadella PDF  | Stampa |  E-mail

A Cittadella: RECUPERO DELL'EX STAZIONE DELLE CORRIERE



Splendido recuipero edilizio riportando all'antico splendore il vecchio edificiio padovani integrando bar e ristorante.




Affacciato su piazza Martiri del Grappa, l'edificio dell'Autostazione del Comune di Cittadella è stato costruito tra il 1953 ed il 1955, su progetto dell'architetto ed ingegnere padovano Giulio Brunetta. L'edificio, chiara espressione del tardo razionalismo italiano, ospitava oltre alla sala aspetto, la biglietteria ed il bar della stazione di fermata, anche i locali adibiti al servizio telefonico della società Telve ed i bagni pubblici collocati nel piano seminterrato.





Prima del restauro, l'autostazione di Cittadella versava in stato di abbandono. Nell'ambito di un progetto più ampio di riqualificazione dell'area, l'ex stazione delle corriere è stata oggetto di un accurato intervento di recupero, condotto nel pieno rispetto degli elementi architettonici caratteristici dell'immobile.
Iniziata nel giugno 2010 e conclusasi nell'agosto 2012, la ristrutturazione ha portato alla realizzazione di un bar ristorante e di una piccola unità commerciale mettendo in evidenza la peculiarità della copertura a colmo inverso dell' edificio e, principalmente nel bar-ristorante, il forte rapporto con l'antistante Piazza Martiri del Grappa (riqualificata ad uso pedonale dallo stesso studio nel 2012).





La struttura è stata inoltre completamente ripensata nella distribuzione interna degli spazi oggi suddivisi in quattro piani sfalsati connessi da un volume scala che caratterizza il grande ambiente come uno spazio fluido, mentre sono stati mantenuti tutti i dettagli e finiture dei prospetti come prescritto dalla Soprintendenza.La scala, elemento portante della ricomposizione interna è stata interamente rivestita in Ideal Work Microtopping, rivestimento cementizio in grado di creare l'effetto materico naturale, tattile e visivo caratteristico proprio del cemento.





Una delle peculiarità del locale è il bancone, lungo ben 12 metri, che dialoga con l'esterno, nello specifico con la piazza antistante grazie anche al grande serramento a scomparsa. Anche il bancone è stato rivestito completamente in micro cemento Microtopping; il rivestimento in micro cemento doveva essere utilizzato originariamente solo per la scala, ma incontrando il gusto dei progettisti è stata impiegata per il camino, 2 lavelli dei bagni adibiti al pubblico ed il grande bancone.





Per i lavelli e il bancone, è stato utilizzato un trattamento idrorepellente in modo da rendere impermeabili le superfici. La superficie totale rivestita è di circa 200 mq.Rimesso interamente a nuovo, il bar ristorante "l'Autostazione" ha aperto i battenti il 30 agosto scorso.





 
Università di Ca' Foscari - la sua nuova sede - PDF  | Stampa |  E-mail

Università di Ca' Foscari - la sua nuova sede -




Un grande trapezio in zinco-titanio, con funzione di landmark architettonico, sarà la nuova porta ideale e funzionale della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell'Università di Ca' Foscari. Il nuovo edificio ospiterà la presidenza, la biblioteca e le aule e sarà parte di un campus che si compone di sette edifici dedicati alla ricerca, alla didattica-laboratori e di carattere gestionale con elevate caratteristiche tecnico funzionali e impiantistiche.

Il progetto della torre trapezoidale, in fase di realizzazione in via Torino a Mestre, è dello Studio Architetto Mar. Ospiterà oltre agli uffici della direzione, i luoghi di rappresentanza dell'università tra cui la presidenza della Facoltà, l'auditorium (300 posti), le sale conferenze, la biblioteca e gli spazi di servizio funzionali della nuova area universitaria. Il suo ruolo non è strettamente funzionale, bensì di landmark architettonico visibile dalle arterie principali che collegano i due più importanti centri della città policentrica, quello storico di Venezia e quello produttivo operativo commerciale di Mestre.



L'edificio è costituito da due corpi di fabbrica giustapposti: il primo, posto a sud, è una grande spina monolitica alta circa 45 metri (lunga 46 e larga circa 8 metri) rivolta e aggettante verso la strada di accesso e caratterizzata da pareti trapezie realizzate con una facciata ventilata rivestita in zinco titanio VMZINC nella finitura prepatinata grigio scuro. Il secondo verso nord, un volume trasparente e regolare, realizzato con facciate vetrate a montanti e traversi e rivestito di frangisole orientabili.



La grande spina si innesta sulla strada di accesso (via Torino) con uno dei lati corti, caratterizzato, sia in pianta che in alzato, da uno spigolo inclinato che aumenta la percezione in altezza dell'edificio. E' costituita da nove piani fuori terra e al suo interno si trovano l'accoglienza e gli spazi distributivi dell'intervento; l'ultimo piano è riservato ai vani tecnici la cui ventilazione è garantita dalla presenza di lamelle che si confondono con il rivestimento di facciata.

L‘aspetto monolitico dell'intero corpo di fabbrica è sottolineato dal rivestimento in zinco titanio e dalle finestre poste a filo esterno con vetri dello stesso colore del rivestimento. L'involucro edilizio è costituito da una facciata ventilata con isolamento a cappotto in polistirene e rivestimento in zinco titanio grigio scuro 8/10, posto in opera a fasce orizzontali a passo variabile con la tecnica dell'aggraffatura.

La compattezza e monoliticità della grande lama nera è interrotta a livello del piano terra da un tunnel, delimitato da piani inclinati, che ha la funzione di comprimere percettivamente lo spazio e di condurre nella grande e luminosa hall passante. Hall organizzata su due livelli e con tripla altezza vetrata, dove trovano collocazione il bar caffetteria, le aule studio per gli studenti, l'accesso alla biblioteca, uno degli accessi all'auditorium e alle sale conferenza.

Il volume trasparente, appoggiato alla spina principale, si estende fuori terra per sette piani e ospita tutte le funzioni principali tra cui l'auditorium, una "scatola" racchiusa all'interno dell'edificio con un'imponente parete inclinata rivestita con vetri smaltati in oro che caratterizza la tripla altezza all'ingresso dell'edificio.

fonte: professionearchitetto.it
 
1988 - 2013 Mies van der Rohe Award PDF  | Stampa |  E-mail



Presso la Triennale di Milano un convegno con ospiti internazionale inaugura la mostra dedicata ad un grande dell'architettura Mies van der Rohe
Giovedì 27 giugno alle 18
Constructing Europe. 25 Years of Architecture Breaking New Ground. European Union Prize for Contemporary Architecture - Mies van der Rohe Award 2013


Lo scopo del convegno è di animare un dialogo tra architetti che hanno influenzato le ultime decadi delle nostre città e quei professionisti che stanno influenzando l'architettura di oggi e il suo futuro e inoltre di comprendere il ruolo dell'architettura e il modo in cui viene valutata.

Saranno presenti Claudio De Albertis, Presidente della Triennale di Milano e Giovanna Carnevali, Direttore della Fundació Mies van der Rohe.

Interverranno Ósbjørn Jacobsen, vincitore della edizione 2013 del premio con il progetto Harpa - sala concerti e centro conferenze di Reykjavik in Islanda.

e Vittorio Gregotti, Alessandro Scandurra, Cino Zucchi, Luca Piraino, Paola Pierotti

La mostra è prodotta da Fundació Mies van der Rohe con il supporto dell'Unione Europea e presentata dalla Triennale di Milano. Il convegno è organizzato in collaborazione con IN/ARCH

Edizione 2013. Le cinque opere selezionate dalla giuria tra le 335 opere presentate:

Harpa - Sala concerti e centro conferenze di Reykjavik, Reykjavik, Islanda 

Batteríid Architects; Henning Larsen Architects; Studio Olafur Eliasson;

Municipio, Gand, Belgio

Architetti: Robbrecht en Daem architecten; Marie-José Van Hee architecten;

Superkilen (parco urbano interculturale), Copenaghen, Danimarca 

BIG Bjarke Ingels Group; Topotek1; Superflex;

Casa per anziani, Alcácer do Sal, Portogallo

Aires Mateus Arquitectos;
Metropol Parasol (spazio culturale e commerciale), Siviglia, Spagna

J. Mayer H.
 
Parco dell'Innovazione di Pontedera PDF  | Stampa |  E-mail

gara per affidamento di incarico professionale



Il Comune di Pontedera intende procedere ad un'indagine esplorativa per acquisire manifestazione di interesse per l'affidamento di una prestazione di servizi di ingegneria e di architettura - lavori necessari per la compilazione di progetti per il recupero e la riqualificazione urbana ed ambientale del Viale Rinaldo Piaggio e delle aree circostanti: masterplan - idee per la città per il recupero e riqualificazione urbana ed ambientale del Viale Piaggio e delle aree circostanti; riqualificazione urbana ed ambientale dell'asse Viale Rinaldo Piaggio; parcheggio multipiano nel magazzino ex - ape; L'area di progetto denominata Parco dell'Innovazione di Pontedera, dovrà essere un nuovo percorso urbano e viale d'ingresso alla città, un forte segno identificativo, un luogo di incontro tra storia, produzione, cultura, scienza, formazione ed economia, tramite la riqualificazione a livello urbanistico - ambientale dell'area; dovrà essere un parco che leghi le diverse funzioni/ attività insediate e insediabili. L'Amministrazione Comunale intende promuovere: la conoscenza e valorizzazione del territorio; il dialogo tra le idee e innovazioni dei giovani e l'esperienza maturata a livello locale; la collaborazione e sintonia tra il locale e l'internazionale atta a promuovere un Parco dell'Innovazione capace di guardare al futuro, ricordando il passato; al fine di promuovere una progettazione unitaria che sia giovane, innovativa e al tempo stesso rispettosa della storia e della cultura del territorio. web www.comune.pontedera.pi.it
 
Bonus mobili: i dubbi da sciogliere sulla detrazione fiscale del 50% PDF  | Stampa |  E-mail




non sono ancora ben chiare le modalità di pagamento e le tempistiche per poter usufruire delle agevolazioni fiscali del 50% per l'acquisto di beni mobili
Assieme alla proroga 2013 delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia, il Governo ha introdotto un bonus anche per io concomitante l’acquisto di arredi (per spese fino a 10mila euro) Il dubbio dei contribuenti è relativo alla data di entrata in vigore di questa specifica agevolazione fiscale: una particolare interpretazione del Decreto Efficienza Energetica considera infatti il bonus arredi retroattivo. Se tale interpretazione fosse confermata, si potrebbe applicare una detrazione fiscale del 50% da diluire in 10 anni (con quote di pari importo) per le spese sostenute anche prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DL 63/2013 (la n. 130 del 5 giugno). Analisi del testo Il bonus arredi è stato associato a quello concesso per la ristrutturazione di immobili, a patto che l’acquisto di arredi sia finalizzato all’arredamento dell’abitazione/immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione fiscale per gli arredamenti è stata inserita nel comma 2 dell’articolo 15 del decreto, stabilendo che : «ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50% delle ulteriori spese documentate per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione». Nell’articolo in questione viene richiamato il comma 1 che definisce la detrazione fiscale del 50% per le spese di ristrutturazione edilizia, pertanto anche per il bonus arredi si farebbe riferimento alla stessa data di entrata in vigore: il 26 giugno 2012 (dl 83/2012). Per questa tipologia di sgravio, infatti, si è provveduto semplicemente a stabilire una proroga, senza specificare una data di entrata in vigore per questo specifica estensione dell’agevolazione, come invece è stato fatto per quanto concerne le detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica che passano dal 55% al 65% alla data di entrata in vigore del decreto. Si auspica quindi un rapido chiarimento da parte dell’Amministrazione finanziaria a riguardo.

 
Design per il 2014 PDF  | Stampa |  E-mail




affrettati a presentare la tua candidatura entro il 15/09/2013

Pronte le iscrizioni che scadranno il 15 settembre 2013 per la pubblicazione del terzo libro/catalogo da Promote Design. Saranno selezionati i migliori progetti di design e saranno pubblicati.
L'obiettivo del libro è quello di trovare produttori per i designer selezionati e presentare una ricca raccolta di progetti realizzabili e pronti per essere adottati dal mercato. Allo stesso tempo, Design For scopre le carte anche nei confronti dei futuri utilizzatori di design, per far comprendere meglio loro quali sono i meccanismi iniziali che conducono ad un prodotto.
L'idea nasce da Promote Design nel 2010 e l'intento è quello di mettere in contatto designer e aziende riducendo le distanze tra le due categorie. In particolare, proponendo alle aziende delle valide idee progettuali, si cerca di anticipare la richiesta di creatività proveniente dal mercato.
Il tema dei progetti è principalmente il prodotto d'arredo. Tuttavia non vi è una categoria ben precisa a cui fare riferimento. In ogni caso è necessario presentare concept che abbiano importanti caratteristiche di producibilità.
La redazione effettua la selezione dei migliori progetti in base a quelli che maggiormente approfondiscono le tematiche odierne di uso, ponendo sempre attenzione alla qualità progettuale, all'estetica ed alla producibilità.
La partecipazione al bando è aperta ad architetti e designer "professionisti" e a "studenti" regolarmente iscritti o neolaureati presso Istituti Superiori di Design (pubblici e privati), Accademia delle Belle Arti, Facoltà di Architettura, Facoltà di Design e simili senza limiti di età.
Il libro verrà edito ancora una volta dalla Logo Fausto Lupetti Editore, ormai partner di rilievo dell'iniziativa, con una nuova veste grafica e distribuito presso le librerie di tutta Italia, oltre che consegnato a 300 aziende italiane attive nel campo del design.
Durante il Salone del Mobile 2014 il libro verrà promosso in una presentazione ufficiale o altro evento promozionale, come già avvenuto in occasione del Salone 2012 e 2013 per le prime due edizioni.
PERIODO DI SELEZIONE: 20 MAGGIO - 15 SETTEMBRE 2013
Per tutte le info: www.promotedesign.it | Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Edilizia in crisi? PDF  | Stampa |  E-mail

Dicono che l'edilizia è in crisi
E' ormai dal 2005 che si sente parlare di crisi del mercato immobiliare, crisi delle costruzioni, crisi nel settore edilizio. Da un'attenta analisi si può evincere che tale crisi non è limitata esclusivamente al settore edilizio ma si tramuta in crisi generale di settori. Concatenati al settore edile ci sono migliaia di attività produttive e servizi che coinvolgono milioni di lavoratori su tutto il territorio nazionale. Ma da dove nasce la crisi nel settore edilizio? C'è chi dice che è colpa dei "palazzinari" che hanno costruito oltre la richiesta del mercato, c'è chi colpevolizza solo le banche e chi i politici. Personalmente dire che un pò di verità c'è in tutte queste opzioni, che possono essere racchiuse nel sistema economico-culturale errato. Il mercato immobiliare non si limita solo all'edificazione di residenze, ma si occupa anche di ristrutturazioni, di efficienza energetica, manutenzioni in genere. Lo sviluppo delle rinnovabili , come hanno provato a farci credere con incentivi oltre misura, non servono se chi ne usufruisce sono sempre le grosse compagnie. Se si analizza chi ha usufruito del conto energia possiamo vedere che sono per la maggior parte grosse società di investimento che hanno approfittato di tale opportunità. Chi usufruisce dell'attuale incentivo del 50/65%? non certamente il piccolo proprietario! In sintesi ritengo che l'introduzione di tali incentivi non aiuta allo sviluppo delle piccole realtà e quindi delle PMI, bensì aiuta a far risparmiare i grandi costruttori con detrazioni oltre misura. L'unica soluzione è l'immissione di liquidità direttamente nelle tasche del cittadino attraverso aumenti di stipendio e pensioni, creazione di nuovi posti di lavoro (che non devono essere necessariamente nel settore produttivo incrementando la produzione dei beni, ma ricordiamoci che siamo il paese della cultura e della letteratura; i servizi che l'italia può offrire supera ogni attività produttiva materiale), minore peso fiscale ai danni del lavoratore autonomo. E' un processo lungo e difficile, ma deve iniziare immediatamente altrimenti sarà sempre un persorso in salita.
 
Energia 100% free PDF  | Stampa |  E-mail

Incredibile risultato ottenuto a livello nazionale
Il 16 giugno il costo dell'elettricità è stato 0!! avete capito bene nessun costo di energia elettrica il giorno di domenica 16 giugno!
Tra le 14 e le 15, per la prima volta nella storia, il prezzo d'acquisto dell’energia elettrica (PUN) è sceso a zero su tutto il territorio nazionale. Ciò significa che in quelle due ore della giornata energia solare, eolico e idroelettrico hanno generato il 100% dell'elettricità italiana. Un evento atteso da tempo che è il sintomo di un cambiamento in atto. Domenica 16 giugno 2013, tra le 14 e le 15, per la prima volta nella storia, il prezzo d'acquisto dell’energia elettrica (PUN) è sceso a zero su tutto il territorio nazionale (vedi sintesi GME). Ciò significa che in quelle due ore energia solare, eolico e idroelettrico hanno prodotto il 100% dell'elettricità italiana (vedi grafico sotto). Se l’evento, in una giornata completamente soleggiata e sufficientemente ventosa, poteva essere probabile nelle regioni meridionali, un po’ sorprende che sia accaduto anche per le aree del centro nord, dove comunque un ruolo determinante lo potrebbero aver giocato anche le buone riserve nei bacini idrici accumulatesi negli scorsi mesi (attendiamo dal GME la struttura dell'offerta della giornata e possibilmente di quelle ore in particolare).
 
Guida all'incentivo del 50% per ristrutturazioni e mobili PDF  | Stampa |  E-mail

Un nuovo incentivo per le ristrutturazioni e mobili.
Di seguito puoi trovare le istruzioni per fruire delle agevolazioni fiscali prorogate fino al 31 dicembre 2013. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno il decreto n.63 del 4 giugno 2013 che racchiude la normativa sulla proroga al 31 dicembre delle detrazioni al 50% per interventi di ristrutturazione edilizia e delle detrazioni ora al 65% per lavori di riqualificazione energetica. IL DECRETO IN GU - Sono ufficiali dunque le proroghe delle detrazioni per interventi volti al risparmio energetico, dopo l’approvazione del relativo decreto da parte del Consiglio dei Ministri la scorsa settimana – decreto che recepisce la direttiva Ue 2010/31 in materia di prestazione energetica degli edifici - e la pubblicazione di ieri in GU. Oltre alle proroghe, come già avevamo anticipato, ci sono anche alcune novità. LA DETRAZIONE DEL 65% - Entra in vigore subito la detrazione per gli interventi di risparmio energetico. E’ quanto si legge nel testo pubblicato in GU, quindi rispetto alle prime versioni del decreto non occorrerà aspettare fino al prossimo 1° luglio. Tutto questo a beneficio di chi sta già effettuando interventi di questo tipo ma avrebbe atteso per il pagamento in modo da rientrare nella detrazione in questione. Viene confermata la proroga fino al 31 dicembre (dal 1° luglio) delle detrazioni per interventi di risparmio energetico, sebbene siano stati esclusi quelli di installazione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia, e di scaldacqua a pompa di calore. Viene prorogata invece fino al 30 giugno 2014 la detrazione per interventi realizzati in parti comuni di condomini, così come definiti dagli art. 1117 e 1117-bis del Codice Civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. In questo caso la detrazione è salita dal 55 al 65%. LA DETRAZIONE DEL 50% - Il decreto conferma la detrazione al 31 dicembre per interventi di ristrutturazione edilizia. Il limite di spesa fissato è di 96 mila euro. La novità è che ora la detrazione si applica anche alle spese sostenute per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, per chi già sfrutta la detrazione del 36-50%. Ecco cosa dice il decreto in proposito: “Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delle ulteriori spese documentate per l'acquisto di mobili finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro”.

Scarica il testo del dl clicca qui
 
Riforma del condominio, in vigore dal 18 giugno 2013 PDF  | Stampa |  E-mail

17/06/2013 - Il prossimo martedì 18 giugno la riforma del condominio entra in vigore. Diventeranno quindi operative le nuove procedure per il cambio di destinazione d’uso delle parti comuni degli edifici condominiali, la realizzazione di interventi per l’innovazione ed il risparmio energetico e la partecipazione a programmi territoriali di recupero urbano. Cambi di destinazione d’uso L’assemblea può modificare la destinazione d'uso delle parti comuni per soddisfare esigenze di interesse condominiale. La decisione deve essere presa con un numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell'edificio. La convocazione dell'assemblea deve essere affissa per almeno 30 giorni consecutivi nei locali di maggior uso comune e deve indicare le parti comuni da modificare nonché la nuova destinazione d’uso proposta. La nuova legge specifica infine che sono sempre vietati i cambi d’uso che possono pregiudicare la stabilità, la sicurezza o il decoro architettonico dell’edificio. Innovazione e manutenzione straordinaria Con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti all’assemblea e almeno la metà del valore dell’edificio, l’assemblea può deliberare interventi per la rimozione delle barriere architettoniche e la realizzazione di parcheggi. La nuova legge spiega inoltre che per i lavori di innovazione e manutenzione straordinaria deve essere costituito un fondo di importo pari al costo dell’intervento. L'assemblea può anche autorizzare l'amministratore a partecipare e collaborare a progetti, promossi dalle istituzioni locali o da soggetti privati qualificati, per il recupero del patrimonio edilizio esistente, la vivibilità urbana, la sicurezza e la sostenibilità ambientale della zona in cui il condominio è ubicato. Con questo scopo possono essere decise opere di risanamento di parti comuni degli immobili, demolizioni, ricostruzioni e messa in sicurezza statica. Risparmio energetico I condomini possono deliberare la realizzazione di interventi per la riduzione dei consumi energetici dell’edificio e la produzione di energia attraverso impianti di cogenerazione e fonti rinnovabili. Con questa finalità è quindi consentita l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, destinati al servizio di singole unità del condominio, sul lastrico solare, su altre superfici comuni idonee e sulle parti di proprietà individuale dell'interessato. Nel caso in cui si rendano necessarie delle modifiche alle parti comuni, l’interessato comunica all’amministratore il contenuto e la modalità di esecuzione degli interventi. L’assemblea può imporre modalità alternative o particolari cautele cui attenersi durante la realizzazione e ripartisce l'uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni attenendosi alle forme di utilizzo previste dal regolamento. Ricordiamo che ai sensi del DL 63/2013, fino al 30 giugno 2014 gli interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni dei condomìni, o su tutte le unità immobiliari del condominio, sono agevolati con la detrazione fiscale del 65% (Leggi Tutto). Sono esclusi gli impianti di riscaldamento e gli scaldacqua a pompa di calore e gli impianti geotermici, già agevolati dal Conto Termico. Distacco da impianti centralizzati Il singolo condomino può decidere di staccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento a patto che dal suo distacco non derivino notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso dovrà continuare a contribuire al pagamento delle spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto, per la sua conservazione e messa a norma. Sito web Su proposta dell’assemblea, l'amministratore è tenuto ad attivare un sito web del condominio, le cui spese sono a carico dei condomini, su cui sia possibile consultare i documenti previsti dalla delibera assembleare.
 
Rendimento energetico degli edifici, Italia condannata dalla UE PDF  | Stampa |  E-mail

Grande mancanza nella normativa nazionale in merito alla redazione dell'attestato di certificazione energetica.
Nella normativa nazionale manca l’obbligo di attestato energetico in caso di vendita o di locazione di un immobile.
L’Italia - si legge nella Sentenza C-345/12 del 13 giugno 2013 - non ha previsto l’obbligo di consegnare un attestato di rendimento energetico in caso di vendita o di locazione di un immobile e non ha notificato alla Commissione europea le misure di recepimento della Direttiva 2002/91/UE. Non è arrivato in tempo dunque il DL 63/2013 di recepimento della Direttiva 2010/31/UE, che dal 1° febbraio ha sostituito la 2002/91/UE (leggi tutto), perché mancano i decreti attuativi necessari a renderlo operativo (leggi tutto). E comunque il DL 63/2013 arriva ben oltre la scadenza, fissata al 9 luglio 2012. Per il recepimento della Direttiva 2002/91/UE - ricordano i giudici europei - l’Italia ha adottato il Dlgs 192/2005 e il DM 26 giugno 2009 “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”. Il primo, all’articolo 6, comma 2-ter, stabilisce che “nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari è inserita apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione in ordine alla certificazione energetica degli edifici. Nel caso di locazione, la disposizione si applica solo agli edifici e alle unità immobiliari già dotate di attestato di certificazione energetica”. Queste norme hanno fatto scattare nel 2006 una procedura di infrazione. E il DM 26 giugno 2009, che consente di autocertificare la classe energetica G e di autodichiarare che “i costi per la gestione energetica dell’edificio sono molto alti”, ha peggiorato la situazione. La normativa italiana - rileva la Corte - non prevede alcun obbligo di inserire una clausola contrattuale, nella quale il conduttore dichiari di aver ricevuto un attestato di rendimento energetico nel caso in cui quest’ultimo non sia stato ancora rilasciato per l’edificio dato in locazione al momento della firma del contratto di locazione. Tale deroga all’obbligo di consegnare un attestato, in caso di locazione di un immobile ancora privo di attestato al momento della firma del contratto, non è prevista dalla Direttiva. Anche l’autodichiarazione della classe G non è conforme alle norme europee, perché deroga all’obligo di dotare l’edificio di attestato e non permette al consumatore di valutare appieno il rendimento energetico dell’edificio. Su questo punto, va ricordato che la possibilità di autodichiarare la classe G è stata abolita nel dicembre 2012, troppo tardi per l’UE . Dal 2006 si sono succedute lettere di diffida e pareri motivati, fino al il deferimento alla Corte di Giustizia europea, nell’aprile 2012 e alla condanna di qualche giorno fa.
 
detrazione 50% e 65% PDF  | Stampa |  E-mail

Proroga delle detrazione del 50% su manutenzione straordinaria e aumento di detrazione al 65% per interventi di miglioramento dell'efficienza energetica su interventi che coinvolgono più del 25% della superficie disperdente dell'involucro edilizio dell'edificio oggetto di intervento. Entra inoltre in vigore l'bbligo di edifici ad altissima prestazione energetica solo alcune delle novità del provvedimento Viene approvato lo scorso 31 maggio, approda sulla Gazzetta Ufficiale n.130 del 05-06-2013 il decreto legge 4 giugno 2013, n.63, “Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale”. Il provvedimento viene emanato in condizioni di “straordinaria necessità ed urgenza” per evitare l’aggravamento della procedura di infrazione della Commissione europea per il mancato recepimento della direttiva 2010/31/UE e per porre rimedio alla procedura di infrazione in materia di certificazione energetica e informazione al pubblico al momento di trasferimenti e locazioni. Numerosi i contenuti del decreto; qui di seguito sintetizzati i principali: l’attestato di certificazione energetica viene sostituito dall’ “attestato di prestazione energetica” che descrive la qualità energetica dell’involucro e degli impianti tecnici tramite una serie di indicatori, tra cui l’energia primaria totale, le emissioni di anidride carbonica, l’energia esportata; uno schema di attestato verrà emanato con successivi provvedimenti; si stabilisce che i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche siano calcolati secondo la metodologia comparativa definita dalla Direttiva e vengano aggiornati ogni 5 anni; si dispone che a partire dal 2019 i nuovi edifici pubblici debbano essere ad “energia quasi zero”, cioè con fabbisogno energetico molto basso e coperto in misura significativa da fonti rinnovabili; tale disposizione viene estesa a tutti gli edifici nuovi a partire dal 2021; in caso di vendita o locazione l’acquirente o il conduttore devono ricevere l’attestato di prestazione energetica e darne atto nel contratto; l’attestato di prestazione energetica può riferirsi a più unità immobiliari qualora si abbia la medesima destinazione d’uso ed il medesimo impianto di climatizzazione invernale/estiva; in caso di offerta di vendita o locazione l’annuncio deve riportare l’indice di prestazione energetica e la classe energetica; con successivi decreti si definirà uno schema di annuncio unico a livello nazionale; vengono prorogate le detrazioni per interventi di efficienza energetica fino al 31 dicembre 2013, aumentandone l’aliquota al 65%, ripartite in 10 quote annuali di pari importo.
 
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BIOEDILIZIA "...Lo scopo dell'architettura è di proteggere e migliorare la vita dell'uomo sulla terra, per appagare il suo credo nella nobiltà della sua esistenza..." Eliel Saarinen Il termine bioedilizia, molto spesso conosciuto con altri sinonimi come bioarchitettura, architettura bioecologica, architettura naturale, architettura ecologica, etc, è la traduzione del termine tedesco "Baubiologie", ossia "studio della vita o degli esseri viventi in relazione alle costruzioni", che fu introdotto per la prima volta nel 1976 da Anton Shneider, fondatore dell'istituto dedicato a questa ricerca presso Neubern (Monaco di Baviera). La bioedilizia investe i differenti aspetti del costruire e dell’abitare ed ha, come finalità, lo studio, la progettazione e la realizzazione di edifici che soddisfino le esigenze fisiche, biologiche e spirituali di chi vi abita; si tratta di un approccio progettuale rispettoso del rapporto equilibrato tra ambiente (risorse disponibili) – salute (modo di abitare) – architettura (modalità progettuali e costruttive). E’ comunque evidente che diversi aspetti della bioedilizia, di cui oggi ci interessiamo, sono stati alla base del buon costruire nei secoli passati e sono riscontrabili proprio nell’architettura tradizionale, risultato della saggezza di generazioni di costruttori che hanno affinato nel tempo la scelta dei materiali, le tecniche realizzative ed i modi progettuali in stretto rapporto con le disponibilità e le risorse locali, con i fattori socio-culturali ed economici, con le situazioni climatiche ed ambientali. Infatti, fino all’avvento della società industriale, i materiali e le finiture impiegate nelle costruzioni, soprattutto nelle architetture spontanee, vernacolari, che Rudofsky ha definito con il termine sintetico di “architettura senza architetti”, erano di origine naturale.
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EFFICIENZA ENERGETICA PDF  | Stampa |  E-mail
"...l'energia che costa meno è quella che non viene consumata" Molti degli attuali processi edilizi e delle tecnologie costruttive risultano essere inefficienti, sia dal punto di vista energetico che ambientale, dato che il loro utilizzo é ottimizzato solo sulla base di parametri meramente economici a breve termine, ignorando i costi di manutenzione e gestione, di dispendio e consumo energetico, di sostenibilità ambientale e sociale che dovranno essere sostenuti direttamente dall’utente ed indirettamente dall’intera comunità e dalle generazioni future. L’insostenibilità di tale modello di sviluppo comporterà che, in un futuro non molto lontano, il valore di un edificio sarà sostanzialmente basato sul costo ambientale da esso determinato, valore in cui il consumo energetico per il suo “funzionamento” avrà un peso rilevante. Ciò significa che gli edifici realizzati con standard inferiori all’attuale "classe energetica A" avranno un deprezzamento notevole a favore delle costruzioni ad alta efficienza energetica. Pertanto, scelte oculate ed intelligenti consiglierebbero di indirizzarsi, già da oggi, verso sistemi costruttivi che permettano una riduzione drastica dei consumi energetici, soprattutto perchè la tecnologia è già disponibile: lo dimostrano gli edifici ad alta efficienza energetica ( case passive, nZEBs ovvero edifici a consumo quasi zero di energia, case autonome energy+, case attive, self-sufficient house (SSH), Plus Energy Building, Zero Emission Building, case solari, costruzioni carbon neutral, etc) che vanno oltre il concetto di semplice riduzione dei consumi e che mirano alla massima efficienza energetica attraverso l’integrazione tra edificio ed impianti; in pratica, sono edifici che non hanno bisogno di un impianto di riscaldamento tradizionale ( caldaia a condensazione + pavimento radiante) in quanto è necessaria una quantità minima di apporto energetico per mantenere le condizioni ottimali di benessere e comfort all’interno della costruzione. L’assenza di tale impianto, oltre a contribuire ad abbattere l’impatto inquinante, contribuisce al contenimento dei costi di costruzione. Il fabbisogno termico residuo viene fornito all’edificio tramite un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore (supportato, in alcuni casi, da piccoli impianti ad energia rinnovabile come le pompe di calore) in modo da consentire il ricambio dell’aria ambiente evitando la dispersione termica indotta dall’apertura delle finestre e, al contempo, contribuire al riscaldamento, raffrescamento e deumidificazione dell’ambiente. Ad esempio, le “case passive” sono edifici che hanno un fabbisogno energetico del riscaldamento non superiore a 15 kWh/mq/anno ( lo stesso dicasi per il raffrescamento estivo ). Come riferimento si può considerare che, in media, un abitazione in Italia consuma, per il riscaldamento, 106 kW/mq/anno e 160 kW/mq/anno per l’insieme dei consumi domestici. Ciò significa che se oggi, nel Salento, un nucleo familiare di 4 persone che vive in un appartamento di circa 130 mq, di recente costruzione e di classe energetica E, ha una spesa media di circa 2.500 euro all’anno per i consumi totali di energia (compresa la manutenzione energetica), in un’abitazione ad alta efficienza energetica di classe A+, delle medesime dimensioni, la stessa famiglia spenderebbe, invece, 250 euro all’anno !!! Sempre con riferimento alle condizioni climatiche del Salento, un edificio ad alta efficienza energetica, se correttamente progettato ed adeguatamente realizzato, ha un costo di costruzione estremamente accessibile e, comunque, non superiore del 5-10% rispetto ad un analogo edificio realizzato con tecnologie costruttive ed impiantistiche tradizionali; ovviamente, se nella fattibilità economica dell’investimento vengono considerati, come dovrebbe essere, anche i futuri costi di gestione, di manutenzione e di sostenibilità ambientale, un edificio ad alta efficienza energetica ha un costo decisamente inferiore rispetto ad un edificio tradizionale. Di conseguenza risulta indispensabile promuovere una nuova etica del costruire e dell’abitare, attraverso un approccio progettuale energeticamente efficiente ed ambientalmente sostenibile; tale approccio deve iniziare a livello ambientale, prestando particolare attenzione al clima locale ed alle condizioni del sito, per passare poi al livello tipologico dove forma, orientamento e distribuzione interna degli ambienti incidono profondamente sul comportamento energetico dell’edificio. Ciò vuol dire che i criteri progettuali di un edificio ad alta efficienza energetica, per lo più sperimentati e messi a punto nel nord Europa (in cui la priorità è costituita dal contenimento delle dispersione del calore nella stagione invernale), devono essere adeguatamente ponderati, rivisitati ed adattati al clima mediterraneo temperato, poiché, alle nostre latitudini, è fondamentale risolvere il problema del surriscaldamento estivo e del conseguente contenimento energetico delle spese di condizionamento: è perciò richiesta al progettista particolare competenza ed esperienza professionale relativamente all’involucro edilizio, che dovrà essere capace di ridurre le perdite di calore verso l’esterno, di sfruttare i guadagni di energia solare in inverno, di proteggersi contro di essi in estate e, sempre nel periodo estivo, di smaltire adeguatamente gli apporti di calore gratuiti interni. Ma non solo. Il progetto che ha come obiettivo l’efficienza energetica dell’edificio, deve comprendere necessariamente l’impiego di sistemi per la captazione, l’accumulo e lo sfruttamento delle energie rinnovabili, l’ottimizzazione dell’uso dell’illuminazione naturale e la massima integrazione delle tecnologie innovative, con soluzioni tecniche semplici ed economicamente convenienti come, ad esempio, l’impiego dei sistemi solari passivi, delle antiche tecniche di raffrescamento e ventilazione naturale e lo sfruttamento degli apporti gratuiti dell’energia solare e geotermica. In definitiva, più che aggiungere nuovi sistemi e componenti alle costruzioni, è necessario realizzare meglio quelli già presenti, aumentandone le prestazioni, senza incrementarne eccessivamente i costi. L’efficienza energetica applicata al settore delle costruzioni edilizie costituisce, pertanto, una variabile progettuale che comporta scelte tecnologiche volte a fornire beni e servizi di alto livello qualitativo, ma con un minor consumo energetico ed impatto sul territorio e sull’ambiente.